La dottoressa Sara Vignoli ha contribuito alla stesura del libro “Massaggio posturale” del docente e Osteopata Timothy Da Costa.

Acquistabile a Ravenna, Faenza, Lugo, Forlì, Cesenatico, Villamarina, e sul sito Macrolibrarsi.it

“La fisioterapia deve dialogare con l’ottica”.
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Detta anche R.P.G, è una pratica con cui il fisioterapista interviene sul corpo del paziente nella sua globalità, alternando tecniche a zone mirate specifiche a metodiche su aree di più ampio raggio.

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Fonte: Salute 10+

“Tantissimi bambini sotto sforzo iniziano a lamentare dolori ai talloni o ai tendini d’Achille; altri camminano in punta di piedi; altri hanno dolori sotto ai piedi o alle ginocchia” Che fare? Leggi l’articolo:

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“Una postura ottimale permette di ottenere una performance altrettanto ottimale”.
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Chiudere male i denti o digrignarli può portare a conseguenze su tutto il corpo: mal di testa, alle spalle, alla schiena. Che fare? Leggi l’articolo:

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Nove mesi di attesa e, spesso, di mal di schiena. Dolori dettati dall’aumento di peso ma anche da una postura poco corretta, cattiva abitudine iniziata già prima della gravidanza. Che fare? Leggi l’articolo:

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Rieducazione posturale a 360 gradi, dai bambini affetti da paralisi cerebrale, ai genitori appesantiti dai grandi problemi e dalle fatiche delle giornate, fino a problemi di postura dettati da diversi fattori, incluso il piedino torto.

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Cos’è lo sport-overhead e come si generano dolore prima e problema poi

Numerosi sport sono caratterizzati da specifici gesti atletici che comportano movimenti ripetuti dell’arto superiore al di sopra della testa: essi sono definiti “overhead”. Il tipo di movimento mecca- nico che assimila tra loro questi sport è quello del lancio, il quale viene effettua- to da giocatori di basket, tennis, base- ball, pallavolo, softball, pallanuoto, gia- vellottisti, a volte anche da nuotatori.

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Estratto dal mensile Salute10+ p.28-29 – 2013

I dolori sotto la pianta del piede sono molto più diffusi e meno banali di quanto la
maggior parte delle persone creda. Il sottovalutarli fa si che il dolore si cronicizzi fino a
portare ad una zoppia nel cammino ed un prolungarsi dei tempi di recupero.
Questi dolori sono di varia natura e, da un semplice “fastidio”, si può arrivare ad una
vera fascite plantare.

La fascite plantare è un’infiammazione, con dolore, di tutti i tessuti molli e i tendini
della pianta del piede, i quali si irrigidiscono impedendo il corretto appoggio al terreno
e, di conseguenza, perpetrando lo stimolo doloroso a loro volta. Il dolore tipico è sotto al
tallone durante il cammino ed è maggiore al mattino; alla palpazione comunque anche la
pianta del piede risulta dolorosa.
Il trattamento della fascite plantare varia a seconda dell’entità dell’infiammazione e del
tempo da cui si protrae.
Se presa in fase iniziale, infatti, non serve un trattamento invasivo ma è molto utile
l’utilizzo della tecarterapia: in questo modo si va ad eliminare il processo infiammatorio
di tutti i tessuti e, allo stesso tempo, migliorando la per fusione sanguigna a livello dei
tendini, diminuisce lo stato di irrigidimento.

Se il problema si protrae da più tempo invece, si cronicizza e il trattamento elettivo
sarà la miofibrolisi diacutanea, con la quale si ottengono ottimi risultati. Il trattamento
risulta assai doloroso per il paziente in quanto va ad agire in profondità su tutte le
microaderenze e le rigidità generate dall’essudato di microcristalli dell’infiammazione a
livello dei tendini, determinando iperemia ed aumento controllato dell’infiammazione.
Spesso il dolore al piede è associato alla presenza di uno sperone calcaneare che, in
alcuni casi può portare alla fascite plantare.
Molte persone, infatti, possono avere una formazione ossea sotto il calcagno e
non accorgersene mai. Lo sperone determina una sollecitazione negativa, e quindi
un’infiammazione sui tessuti circostanti, solo quando il piede viene ipersollecitato
anche dall’esterno: ciò avviene nel caso di un eccessivo peso corporeo, di una scarpa
troppo stretta (soprattutto scarpe da calcio o anti-infortunistica da lavoro), di una lunga
camminata/corsa su terreni scoscesi o molto duri; tutti questi fattori, ad ogni modo,
possono provocare l’inizio del dolore anche senza la presenza di uno sperone calcaneare.

In conclusione, si consiglia sempre di non sottovalutare i piccoli dolori che si presentano
per alcuni giorni sotto la pianta del piede, affidandosi il prima possibile ad un ortopedico
o fisioterapista che valuti il trattamento più adatto. Inoltre, il riposo assoluto è sempre
un elemento fondamentale da non sottovalutare per limitare al minimo le continue
sollecitazioni del nostro organo di movimento.